Il Gabbiano Nero
Fin
dalle prime opere, Rosso ha pubblicato libri sempre nuovi e diversi
rispetto ai precedenti. Mai ripetizioni di formule collaudate e
approvate dai critici. La natura dello scrittore (del narratore,
dell'autore per il teatro, del saggista) è quella di chi
sperimenta nella sostanza e rifiuta espedienti e trovate a effetto.
Anche questo nuovo libro , Il gabbiano nero (Roma, Azimut, 2006,
pp.201 ,13 €), risponde a un programma del genere.
Direi, anzi, che
va oltre : nel senso che la novità sembra segnare una svolta
più decisa delle precedenti negli itinerari narrativi di
Rosso. Anche se appaiono non pochi trait d'union con opere passate. Si
pensi - in particolare - a certe pagine di quel libro
straordinario che è Gli uomini chiari (1974), a proposito
delle quali Calvino aveva parlato di "trasfigurazione
visionaria" e di una "immaginazione sempre ad alta tensione
, nutrita insieme di precisione intellettuale e di accanita
immedesimazione nel vivere la storia naturale e la storia umana come
offesa, dilaniamento , strazio"………… A prima vista,
Il Gabbiano
Nero
potrebbe sembrare un romanzo di fantascienza. Racconta di una
misteriosa astronave che improvvisamente si avvicina alla terra , la
studia, la scruta, procede a una serie di monitoraggi in zone diverse
del pianeta (dai poli ai deserti a città e paesi nodali o
situati in territori estremamente critici) , semina in varie
posizioni alcuni satelliti , per controllare gli eventi terrestri.
Nessun essere esce dall'astronave; nessun contatto si stabilisce tra
essa (soprannominata "Il Gabbiano Nero")
e gli uomini. Il contatto e le azioni di carattere militare , che gli
uomini tentano per difendersi dal misterioso e inattaccabile veicolo
, falliscono miseramente. E la Terra (i suoi Stati, i suoi governi)
si vedono costretti a subire le diposizioni degli "ordinatori"
che vorrebbero portarla a uno stato di giustizia sociale e morale
costruito sulla base di modelli molto avanzati nel tempo rispetto
all'età della società terrestre, tanto ragionevoli e
"utopici" da sembrare un sogno e da aprire aspettative agli
oppressi e agli emarginati , e frustrazioni di ogni genere negli
Stati e nelle lobbies internazionali di potere.Ritorna alla pagina principale