Il Pianeta Indecente

 
   Ha scritto Guido Davico Bonino:

All’indomani della prima de Il Pianeta Indecente di Renzo Rosso, due mesi e mezzo fa, al Politearna Rossetti di Trieste, mi accadde di scrivere che questo spettacolo sarebbe molto piaciuto al pubblico francese. Volevo dire  che un dramma su Charles Fourier, il
grande utopista tra Sette e Ottocento. avrebbe stuzzicato, nel loro sciovinismo, i parigini ma anche che li avrebbe affascinati la finezza  dolente e non poco ironica, del copione, intriso di sapiente letteratura del noto drammaturgo triestino.
Non so come reagirà il pubblico torinese (scarso alla prima, ma attento e fervido di applausi): certo da noi teatro di parola e di cultura non è propriamente di casa e questo insolito dramma può rischiare d'essere trascurato. E invece lo spettacolo va visto, per il fascino del testo.  .  . Corpacciuto e vibrante Fourier ripensa alla sua infruttuosa esistenza, nella sua mansarda assiepata di libri e fiori. Dietro a quella vetrata quasi di serra c'è “l'inconprensibile  pantano  della vita”. Per cominciare, la propria famiglia di agiati borghesi di Besancon con quel padre repressivo e volgare, e una madre perbenista, eppur cosi incestuosamente adorata nella sua altera bellezza. E poi Parigi, lussuosa e fetida di. lezzi ammorbanti, con i viali delle vedove nere., le prostilute che diverranno le prime ingenue apostole delta sua non violenta rivoluzione. E’ con le sue candide, stupefatte cortigiane che Fourier dipana, infatti, la fitta maglia della Nuova Armonia: l' unione proporzionale di capitale, lavoro, talento, cioè la riconciliazione tra il ricco e il povero, la fine dei contrasti di classe in una nuova struttura societaria, il Falansterio, in cui tutto sarò messo in comune, in cui tu- ti si ameranno attraverso i corpi innumerevoli degli altri.
Proprio sulla sconvolgente concezione dell’Amore si spalanca il baratro tra Fourier a la gente comune. “La felicità – proclama lui - consiste nell'avere più passioni possibili, le più ardenti, le più ec- cessive, e nel poterle soddistare tutte:” e i suoi impettiti primi adepti, accaldati ma pavidi benpensanti, si ritraggono inorriditi dinanzi alla semplice idea dell’ orgia fourierista, unione e sublimazione di simpatia e desiderio. Solo, nella sua mansarda, Fourier si lascia morire di consunzione, il capo tra le gambe di una matura  maitresse  in un impulso di infantile regressione sessuale…...
Oltre che sull’intesa di drammaturgo - regista - scenografo, si raccomanda al pubblico anche per l'eccellente resa deglt interpreti: Giulio Bregi, che ora, rispetto alla prima, mette più passione e. sdegno nel suo Fourier; Leda Negroni, madre – amante - protettrice tenera a imperiosa; Anna Teresa Rossini un’etera veemente di bellezza e seduzione; Edoardo Siravo, un beffardo Brillat-Savarin; e malfido; sardonico,  provocante, il narratore di Lombardo Fornara.
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Recensioni di Giovanni Lombardi, Paolo Emilio Poesio, Giorgio Polacco, Gastone Geron, Gianantonio Cibotto, Tommaso Chiaretti, Aggeo Savioli, Odoardo Bertani, Barbara Tosolini, Sergio Surchi, Renzo Tian, Enzo Siciliano, Ugo Ronfani, Piero Perona,


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